Sulla via delle betulle

Prima di cominciare a raccontarvi la nostra storia, vorremmo raccontarvi dei nostri viaggi verso la Scandinavia. Eravamo alla fine degli anni Sessanta e Luigi Crassevig quella straordinaria via delle betulle l’ha percorsa più volte, sempre alla ricerca di sensazioni e soluzioni nuove, in grado di fronteggiare le certezze del passato con una sperimentazione sicura, colta, interessata al vivere domestico e impegnata in un ripensamento del legno in chiave moderna. Su quella via abbiamo definito il nostro stile, trovando l’unione armonica tra ciò che già eravamo e ciò che volevamo diventare.
 
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Storia

Dal 1969 a oggi, lo spirito innovativo, l’imprenditorialità, la tradizione altamente qualitativa dell’artigianato italiano hanno contrassegnato per tre generazioni il nome Crassevig, creando tavoli e sedute apprezzati in tutto il mondo, riconoscibili per la loro rigorosa, funzionale forma. In origine tutto nasce da una capacità e cura impareggiabile nella curvatura del legno, e prosegue con la collaborazione dei designer più accreditati nel panorama internazionale per dare vita a prodotti pensati per il contract così come per gli ambienti domestici. Se lavorare il legno significa addomesticare la natura e sposarla con le propensioni e le abitudini dell’uomo, Crassevig sta officiando questo matrimonio da più di quarant’anni.

La storia che stiamo costruendo

Il capostipite Alfieri Crassevig si è affermato grazie alla sua maestria nella curvatura a vapore del legno. Suo figlio Luigi ha conosciuto e attratto a sè il design internazionalmente più accreditato, imprimendo sulle sue sedie e i suoi tavoli il segno di un’eleganza minimalista e definitiva. Francesco, nipote di Alfieri e figlio di Luigi, oggi conduce l’azienda di famiglia con la stessa intensità e gusto per il bello e funzionale, portando il marchio Crassevig tra le architetture e i siti più affermati del mondo.

Le forme in cui crediamo

Lavorare il legno conoscendo ogni sua potenzialità e trasformarlo in sedute che sembrano nate per il nostro corpo ha sempre orientato Crassevig verso la progettazione di forme del tutto funzionali: forme semplici, forme ottenute per sottrazione, forme essenziali che si impongono allo sguardo proprio in quanto inappariscenti. I grandi designer che hanno partecipato alla nostra storia sono i protagonisti di questo autorevole, incessante processo di sottrazione estetica, e hanno reso le forme delle nostre creazioni sempre più riconoscibili e assolute.

Less is more

Le sedute e i tavoli Crassevig orbitano sin dall’inizio intorno al pianeta del “Less is more” cifra estetica definitiva dell’eleganza. Perchè solo le forme necessarie sono autenticamente eleganti.

Il meglio da noi stessi

Tutte le nostre creazioni contengono e rivelano un autentico culto del dettaglio, perché solo nel dettaglio si sedimenta il rigore del processo produttivo, il rispetto per un destinatario sempre più esigente, l’etica aziendale di chi pretende il meglio da se stesso. È il dettaglio che rende il made in Italy un valore intrinseco, è nel dettaglio della progettazione più complessa, degli innesti nelle sedute o degli abbinamenti materici che Crassevig ha costruito il proprio successo.

Segni e significati

Ogni segno è costituito da una parte visibile, un significante, e da una parte invisibile, il significato. Orientandosi sia alle sedute e ai tavoli, Crassevig ha inventato e continua a inventare significanti, cioè forme, talmente assolute e minimaliste da unirsi a significati, cioè funzioni e necessità, riconoscibili tanto negli ambienti pubblici - dagli aeroporti alle aule universitarie - quanto in quelli privati. Segni versatili, segni autorevoli, segni necessari.

 
1969
 
1971
 
1973
 
1977
 
1979
 
1982
 
1987
 
1989
 
1991
 
1994
 
1996
 
2001
 
2002
 
2004
 
2005
 
2010

1969
Nasce Crassevig a Corno di Rosazzo, in provincia di Udine. E con essa nascono le più raffinate tecniche di curvatura e lavorazione del legno applicate al design d’autore.

1971
Il primo pezzo di design: Johan, l'appendiabiti in frassino massello creato da Giovanni Offredi. Uno straordinario concentrato di esperienza nella curvatura del legno.

1973
Luciano Svegliado dà vita il logo curvato di Crassevig.

1977
Crassevig è la prima azienda non scandinava ammessa al Salone del Mobile di Copenhagen e ad affermarsi nel regno del design Nord Europeo.

1979
La sedia Arca, disegnata da Gigi Sabadin, entra nella Selezione d’onore del Compasso d’oro.

1982
Gigi Sabadin progetta Giotto il tavolo che si amplia sui quattro lati e che da quadrato diventa tondo.

1987
Il tavolo 2H e la sedia HB, di Grafite Design, entrano nella Selezione d’onore del Compasso d’oro.

1989
Gina e Ginotta, dalla matita di Enrico Franzolini due sedie che conquistano il mercato internazionale per eleganza e femminilità.

1991
Crassevig cambia logo e cambia immagine. Ma l’essenza rimane.

1994
Asia di Enrico Franzolini, la prima sedia con scocca e base in metallo. Selezionata per il Compasso d'oro (1996), è un punto di riferimento stilistico e funzionale valido ancora oggi.

1996
Immaginata da Ludovica e Roberto Palomba viene alla luce Anna, la sedia che mostra curvature del legno così perfette da renderla di una leggerezza incomparabile.

2001
Ludovica e Roberto Palomba rinnovano il successo con il set Alis, avanzato sistema di sedie impilabili e poltrone.

2002
Crassevig sul set per il nuovo catalogo. Siamo in aperta campagna, nell’antica casa dei nonni paterni. Un cavallo passeggia nei pressi e viene fotografato. Nasce per tutti il “catalogo del cavallo”.

2004
I nostri primi – e ininterrotti – 30 anni al Salone del mobile di Milano.

2006
Ton Haas disegna la sedia Nett. Preciso effetto rete ottenuto utilizzando nylon colorato e fibra di vetro.

2010
Patrick Nourget immagina un cestello leggero fatto di 26 fuselli, uno diverso dall’altro. Nasce la sedia Stem.